

Per affrontare le sfide globali a scuola l’educazione alla cittadinanza globale (ECG) è uno strumento essenziale. Nel corso del seminario internazionale Global Citizenship Education in practice: ideas, methods and experiences, organizzato nell’ambito del nostro progetto a Varsavia lo scorso 25-26 marzo, questa consapevolezza si è fatta ancora una volta di più certezza.
All’evento, organizzato dai partner di Grupa Zagranica, hanno preso parte molte figure legate al mondo dell’educazione provenienti da tutto il mondo, garantendo una prospettiva realmente globale. Tra le voci che abbiamo ascoltato con grande interesse, c’era quella del professor Benard O. Nyatuka (Kisii University, Kenya) che ha affrontato l’integrazione delle prospettive del Sud Globale nelle pratiche educative europee. Dall’Italia, assieme a CISP, OSVIC e Associazione Luciano Lama, sono volati in Polonia tre docenti e due educatori che da mesi ci accompagnano nelle attività di progetto.

La due giorni di Varsavia non è stata solo un momento di ascolto e condivisione di buone pratiche, ma una vera occasione di crescita professionale e personale: attraverso workshop sui temi di GET e l’opportunità sperimentare in presenza strumenti pratici, come le nostre risorse, ciascuno di noi è tornato a casa con qualcosa in più. Cosa? L’abbiamo chiesto direttamente a chi ci ha accompagnato in questa esperienza.
Due giorni lontana dai miei ragazzi, lontana dalla routine quotidiana a scuola. Sono stata a Varsavia per i miei studenti, per assorbire quanto più potevo e portare con me al ritorno da questa mia prima esperienza formativa di respiro internazionale tanti spunti da mettere in pratica e da cui prendere ispirazione per nuove esperienze didattiche e educative.
I workshop a cui ho partecipato, per le metodologie scelte dai formatori e per le tematiche trattate, sono stati lo spunto per accompagnare al meglio i nostri adulti del futuro verso un impegno pienamente cosciente e attivo nei diritti umani.

Il seminario per me ha rappresentato una splendida opportunità di riflessione, ovviamente sui temi di GET in primis, ma anche a partire dal confronto con gli altri partecipanti da cui sento di aver imparato tantissimo. Il suggerimento che potrei dare è proprio questo: includere dei tempi e degli spazi in cui avviare dei dibattiti aperti proprio per creare questa connessione che ho avuto la fortuna di sperimentare in prima persona.


Il secondo workshop a cui ho partecipato nel pomeriggio, gestito dai partner irlandesi, portava una bellissima testimonianza di un college irlandese in merito alle migrazioni. Con mia grande sorpresa ho scoperto che la loro realtà era molto più multietnica della nostra a Roma e soprattutto con un livello di consapevolezza e integrazione che ho profondamente invidiato.

Partecipare al seminario internazionale del progetto GET – It’s Global Education Time è stato un momento di grande crescita professionale e umana. Due giorni intensi dedicati ai temi chiave dell’educazione alla cittadinanza globale—migrazioni, disuguaglianze, parità di genere e cambiamento climatico—declinati attraverso metodi innovativi e pratiche concrete.
Torno a casa con nuovi strumenti, nuove idee e soprattutto la conferma che educare alla cittadinanza globale significa seminare possibilità, costruire connessioni e dare voce ai giovani perché diventino parte attiva del cambiamento.




Dall’esperienza del workshop Outdoor Education in GCE Practice porto con me una consapevolezza rinnovata: parlare di sfide globali ai giovani è infinitamente più potente quando lo si fa immersi nella realtà. Attraverso il learning by doing, temi che spesso sembrano astratti o distanti diventano accessibili e coinvolgenti, superando di gran lunga i limiti della didattica frontale tradizionale. Dobbiamo smettere di pensare all’educazione all’aperto come a una semplice alternativa alla scuola; essa ne è, al contrario, il necessario completamento. Utilizzare il gioco e l’esplorazione per affrontare la complessità non significa affatto banalizzarla, ma fornire ai ragazzi gli strumenti per decodificarla e, soprattutto, per trasformare la conoscenza in azione concreta. Quando lo spazio fisico smette di essere cornice e diventa parte integrante di un progetto pedagogico, ogni angolo della nostra città può trasformarsi in una lezione vivente di cittadinanza globale.


Le risorse didattiche gratuite realizzate nell’ambito del nostro progetto sono state al centro dell’intera esperienza di Varsavia. Se ancora non le conosci, scaricale dal nostro sito e usale in classe per affrontare i grandi temi del nostro tempo: cambiamento climatico, disuguaglianze internazionali e di genere migrazioni.
Immagini di Agata Kubis/Grupa Zagranica.
