Voci del cambiamento: il percorso con GET dei giovani dalla Sardegna

Aprirsi al confronto con gli altri, riflettere sulle proprie idee e sul proprio punto di vista riguardo i temi cruciali del nostro presente e del nostro futuro, superare i pregiudizi: tutto ciò costituisce un esercizio in cui tutti e tutte noi dovremmo metterci alla prova.

Le ragazze e i ragazzi delle classi dell’Istituto Comprensivo di Villamar che stanno prendendo parte alle attività di GET rappresentano un esempio di che cosa significhi aprirsi al dialogo, allargare lo sguardo e mettersi in discussione con l’obiettivo di diventare cittadini capaci di costruire un mondo più equo e inclusivo.

In questi primi due anni scolastici trascorsi con GET, i protagonisti delle azioni sul territorio della Sardegna hanno raccontato il loro percorso di cambiamento a seguito della sperimentazione in aula delle UDIA e delle Youth Actions realizzate nelle varie comunità della Marmilla.

Le loro voci riflettono un atteggiamento curioso verso le esperienze altrui e verso gli argomenti trattati.
Anna e Paolo, che dalla Scuola secondaria di primo grado di Gesturi hanno raccolto le testimonianze di chi ha vissuto l’esperienza della migrazione, raccontano:          
«Attraverso questa esperienza abbiamo approfondito l’argomento delle migrazioni e possiamo confermare ciò che abbiamo sempre pensato: le migrazioni avvengono naturalmente in tutte le società». «Mi ha colpito molto il coraggio delle donne che abbiamo intervistato nel lasciare la loro famiglia», racconta Anna, «E la volontà di una di loro di ritornare in Sardegna, nonostante il suo lavoro all’estero» aggiunge Paolo.

Anche dalle Scuole di Furtei e Villanovafranca, dove si è affrontato il tema delle migrazioni, arrivano voci di ragazze e ragazzi che, mettendo da parte stereotipi e pregiudizi, hanno fatto prevalere curiosità ed empatia:
Simone: «Ora guardo e ascolto le notizie sui migranti con molta più attenzione, cercando di capire le storie di queste persone».
Niccolò: «Ho capito che siamo tutti uguali e non si deve discriminare nessuno».
Alberto: «Ho scoperto che la migrazione non riguarda solo le persone straniere ma che ci sono anche tanti italiani che vanno all’estero».
Sophia: «Dopo questo percorso, ho capito quanto soffrono queste persone e quanto sia pericoloso e rischioso ciò che i migranti affrontano».

Nuove consapevolezze sono state raggiunte anche dagli studenti e dalle studentesse che hanno trattato la questione delle disuguaglianze di genere. Dalla Scuola di Villamar:
Gloria: «Sono cambiate tante cose nel mio modo di pensare. Un esempio può essere il rispetto perché ho imparato a rispettare davvero le persone e anche a farmi rispettare».
Marzia: «È cambiato il mio modo di pensare, ho scoperto nuove parole e, soprattutto, ho imparato a rispettare gli altri per come sono senza giudicarli o farli sentire giudicati».
Samuele: «Il mio modo di pensare è cambiato perché ora ho capito che gli stereotipi sono creati dall’essere umano e che ognuno può fare quello che vuole senza essere giudicato e senza conseguenze».

Mentre dalla Scuola di Barumini, Katia racconta:     
«Pensavo di conoscere già il discorso sulla parità di genere, ma mi sbagliavo, perché, avendo avuto il tempo per riflettere, ora mi accorgo di notare molto di più gli stereotipi, ad esempio sui mestieri: non possiamo dire che un lavoro è “da uomo” solo perché siamo abituati a vedere un uomo che svolge quel lavoro. Adesso io e tutta la mia classe prestiamo più attenzione e abbiamo capito che la parità di genere non è un discorso teorico, un discorso casuale, ma qualcosa che sta con noi tutti i giorni».

Attraverso il Progetto GET, le ragazze e i ragazzi del Comprensivo di Villamar stanno sviluppando la propria capacità di vedere il mondo con occhi nuovi, ampliando il più possibile il bagaglio di esperienze e potenziando il senso di appartenenza alla comunità globale: un vero e proprio percorso verso il cambiamento.

Se sei un/a docente, scopri tutte le risorse che GET mette a disposizione, scarica le Unità di Apprendimento, i Manuali, le Mappe e supporta i tuoi studenti in un percorso educativo nel segno dell’educazione alla cittadinanza globale. 

Foto di Giulio Luperi

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