{"id":3067,"date":"2025-11-25T08:02:00","date_gmt":"2025-11-25T07:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/?p=3067"},"modified":"2025-11-25T02:22:15","modified_gmt":"2025-11-25T01:22:15","slug":"disuguaglianze-di-genere-in-classe-due-incontri-con-vera-gheno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/disuguaglianze-di-genere-in-classe-due-incontri-con-vera-gheno\/","title":{"rendered":"Disuguaglianze di genere in classe: due incontri con Vera Gheno"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due incontri, uno a <strong>Oristano<\/strong> e uno a <strong>Segariu<\/strong>, paese nel cuore della Marmilla incluso tra i plessi dell\u2019Istituto Comprensivo di Villamar, scuola-polo di GET in Sardegna.\u00a0<br>Una protagonista: <strong>Vera Gheno<\/strong>, sociolinguista, traduttrice e divulgatrice su temi come il genere, la diversit\u00e0 e l\u2019equit\u00e0.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br>Tanti i docenti presenti nelle due serate di formazione. E altrettanti gli argomenti toccati e gli spunti di riflessione proposti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella prima serata del <strong>6 novembre<\/strong>, il focus \u00e8 stato il concetto di \u201c<strong>normale<\/strong>\u201d, intorno al quale ruota l\u2019ultimo libro della sociolinguista (\u201c<em>Nessun<\/em>\u018f<em> \u00e8 normale<\/em>\u201d, Utet, 2025), e sulla sua circolarit\u00e0: \u00e8 normale sia ci\u00f2 che corrisponde alla norma, sia ci\u00f2 che la crea.<br>\u00abSe oggi ti identifichi come normale, domani potresti essere, per qualche motivo, nella categoria dei diversi\u00bb. In realt\u00e0, siamo <strong>tutti diversi<\/strong>, ognuno con le proprie caratteristiche. E convivere con le differenze pu\u00f2 rivelarsi faticoso: \u00abMa \u00e8 una fatica generativa, che comporta dei vantaggi. <strong>La fatica di convivere con persone diverse \u00e8 ci\u00f2 che la Scuola pu\u00f2 iniziare ad insegnare<\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inevitabile parlare di <em>patriarcato<\/em>: \u00abMolte persone sono convinte che il <strong>patriarcato<\/strong> richiami una lotta tra uomini e donne e che sia una rivendicazione femminile a danno dei maschi. Non \u00e8 cos\u00ec. Il solo fatto che gli uomini temano a mostrarsi vulnerabili per non ledere l\u2019immagine dell\u2019uomo \u201cforte\u201d, \u00e8 una forma di patriarcato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per testare l\u2019esistenza del patriarcato nella societ\u00e0 odierna, <strong>Gheno suggerisce una prova empirica<\/strong>: chiedere alle studentesse se, quando escono la sera, riflettono sull\u2019abbigliamento da indossare, se ragionano sulla strada da fare per rientrare a casa e se stanno al telefono con un\u2019amica nel tragitto. Dopodich\u00e9, \u00e8 utile porre la stessa domanda agli studenti. Generalmente, le risposte alle domande precedenti saranno tutte negative da parte dei ragazzi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">\u00ab<em>Noi donne impariamo presto cosa significhi essere in un corpo di donna in un mondo a misura d&#8217;uomo, e quali sono i limiti ai quali andiamo incontro in quanto donne<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"577\" src=\"https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/11\/20251106_174407-1024x577.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3069\" style=\"width:755px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/11\/20251106_174407-1024x577.jpg 1024w, https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/11\/20251106_174407-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/11\/20251106_174407-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/11\/20251106_174407-1536x865.jpg 1536w, https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/11\/20251106_174407-2048x1153.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><sub>Vera Gheno al Liceo Classico di Oristano in dialogo con la prof.ssa Sabrina Sanna<\/sub><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Disuguaglianze di genere in classe: suggerimenti operativi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante il secondo momento formativo del <strong>7 novembre<\/strong>, Vera Gheno ha lanciato diversi <strong>spunti operativi<\/strong> <strong>da proporre in classe<\/strong> per parlare di disuguaglianze di genere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gheno propone di partire dalla lingua per parlare di disuguaglianze di genere, prendendo, ad esempio, la questione del <strong>maschile sovraesteso<\/strong>. La norma grammaticale dell\u2019italiano prevede che, entrando in un\u2019aula mista costituita da studenti e studentesse, il docente saluti dicendo \u201c<em>buongiorno ragazzi<\/em>\u201d, anche se la maggioranza della classe \u00e8 composta da ragazze.<br>\u00abProvate ad entrare in classe dicendo \u201c<em>buongiorno ragazze<\/em>\u201d, poi chiedete ai vostri alunni e alunne perch\u00e9 la regola prevede l\u2019uso del maschile sovraesteso, come si \u00e8 creata e in quale contesto socio-culturale. Perch\u00e9 si \u00e8 sempre dato per scontato che il maschile sovraesteso fosse naturale o addirittura normale?\u00bb. C&#8217;\u00e8, indubbiamente, una correlazione con il fatto che il mondo sia costruito a misura d\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passando all\u2019analisi dei libri di testo, in particolare alle <strong>antologie<\/strong>, \u00e8 facile far notare ai propri alunni e alunne il forte <strong>squilibrio numerico tra autori e autrici<\/strong> presenti. &nbsp;&nbsp;<br>\u00abSe si chiede il motivo di questo squilibrio, la risposta pi\u00f9 classica \u00e8 la mancanza di brave autrici. In realt\u00e0, le donne hanno potuto scrivere di meno, visto che per anni sono state escluse dai percorsi di istruzione. Dunque, <strong>il canone letterario<\/strong><strong> <\/strong><strong>\u00e8 stato definito da maschi per maschi su base maschile<\/strong> e la letteratura femminile \u00e8 sempre stata considerata una letteratura di genere (cos\u00ec come il fantasy o il giallo, allo stesso modo c\u2019\u00e8 la letteratura scritta da donne)\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro esperimento che si pu\u00f2 fare in classe \u00e8 quello di <strong>prendere un testo scritto da un uomo e uno scritto da una donna<\/strong> (senza dire gli autori) e chiedere agli studenti quale testo \u00e8 stato scritto dall\u2019uomo e quale dalla donna:<br>\u00abPossono nascere risposte molto interessanti, utili per fare un discorso sul fatto che a livello biologico i cervelli non hanno alcuna differenza alla nascita; quindi <strong>tutto quello che poi si estrinseca come differenza di genere \u00e8 una costruzione culturale e non una questione biologica<\/strong>. La scrittura, di per s\u00e9, non \u00e8 per forza maschile o femminile\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In chiusura, Vera Gheno riflette sul ruolo del docente nel portare in classe la convivenza tra le differenze:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>\u00abQuello che si pu\u00f2 portare in aula \u00e8 <strong>l\u2019esistenza di una variet\u00e0, la variet\u00e0 umana<\/strong>, senza pensare che i ragazzi e le ragazze con cui abbiamo a che fare non siano in grado di gestire quella variet\u00e0, perch\u00e9 in realt\u00e0 la vivono in maniera molto pi\u00f9 naturale di noi. Quello che possiamo fare, da adulti, \u00e8 fornire loro gli strumenti per comprendere la variet\u00e0 in cui gi\u00e0 vivono\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 6 e 7 novembre, la sociolinguista \u00e8 stata protagonista di due momenti formativi rivolti ai docenti nell\u2019ambito del Progetto GET in Sardegna. <\/p>\n","protected":false},"author":24,"featured_media":3068,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-3067","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3067","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/24"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3067"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3067\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3071,"href":"https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3067\/revisions\/3071"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3068"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3067"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3067"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.globaleducationtime.eu\/italia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3067"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}