

«Attraverso questa esperienza abbiamo approfondito l’argomento delle migrazioni e possiamo confermare ciò che abbiamo sempre pensato: le migrazioni avvengono naturalmente in tutte le società».
Così Anna e Paolo, alunni della classe terza della Scuola Secondaria di Primo Grado di Gesturi (plesso dell’Istituto Comprensivo di Villamar, scuola polo di GET in Sardegna) commentano la loro Youth Action, che ha avuto il suo momento conclusivo lo scorso 29 marzo.
“Nel mondo le persone si spostano e, talvolta, il luogo di approdo diventa una nuova casa” è il sottotitolo scelto dai giovani. Trovare un nuovo posto da poter chiamare “casa” e costruire un percorso di vita in un’altra città, con tutte le difficoltà che questa decisione comporta.
I ragazzi e le ragazze hanno scelto di approfondire entrambi i punti di vista: quello di chi dall’estero arriva in Sardegna e quello di chi dalla Sardegna si sposta verso altri Paesi.

«Dopo aver contattato le intervistate, abbiamo formato dei gruppi in cui ognuno aveva un ruolo: elaborare le domande, trascrivere le interviste e preparare il video di presentazione finale. Ciò che mi ha colpito di più è stato il coraggio delle donne intervistate nel lasciare la loro famiglia», racconta ancora Anna. Ed è proprio nella mancanza degli affetti più cari che si rintraccia il punto in comune nel percorso delle tre intervistate.
Un altro aspetto che ha colpito i giovani di Gesturi riguarda i pregiudizi che gli italiani subiscono all’estero e che sono stati descritti da una delle ragazze emigrate dalla Sardegna. Ciò ha aiutato i giovani a comprendere che nessuno è esente dall’attribuzione di stereotipi e pregiudizi.
Per far conoscere alla cittadinanza i risultati del loro lavoro, gli alunni e le alunne hanno allestito uno spazio espositivo durante un evento comunitario e hanno presentato quanto appreso attraverso cartelloni e video, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sul tema.
«In seguito alla sperimentazione in aula di una delle Unità di Apprendimento di GET, abbiamo cercato di interpretare il “migrare” non come vissuto drammatico ma come esperienza di cittadinanza globale in prima persona, in cui sentirci “a casa” un po’ ovunque» dice Marco Antonio Scanu, docente sperimentatore per l’Istituto Comprensivo di Villamar che ha accompagnato i ragazzi nel percorso con GET.
Un momento di attivazione che ha permesso ai ragazzi e alle ragazze di approfondire il tema delle migrazioni attraverso la voce diretta di chi l’ha vissuta, creando l’opportunità di confrontarsi non solo tra loro, ma anche con persone esterne alla scuola che hanno contribuito ad allargare il loro sguardo.
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