Disuguaglianza di genere: come un percorso di educazione globale ha trasformato lo sguardo dei giovani a Enna

Come parlare di disuguaglianza di genere con i giovani?

Come si affronta la disuguaglianza di genere con i giovani senza limitarsi a fornire informazioni, ma generando consapevolezza reale e cambiamento?

A Enna, nell’ambito del progetto Global Education Time, un percorso di educazione globale ha dimostrato che, quando i ragazzi vengono coinvolti attivamente, anche i temi più complessi diventano concreti, personali e trasformativi.

Questa è la storia di un cambiamento osservato sul campo.

Il punto di partenza: conoscenze frammentarie e mancanza di spazi di confronto

Il percorso nasce da una collaborazione tra associazioni del territorio, con l’obiettivo di avviare un ciclo di incontri sull’educazione sessuo-affettiva attraverso la lente della disuguaglianza di genere.

Fin dai primi momenti, è emersa una realtà chiara: i giovani coinvolti, pur appartenendo alla stessa associazione studentesca, avevano competenze molto diverse.

Alcuni avevano già affrontato questi temi a scuola, ma in modo superficiale e poco soddisfacente. Altri non avevano mai avuto occasione di parlarne, né in ambito scolastico né con adulti di riferimento.

“C’era un bisogno evidente di confronto su temi che spesso restano ai margini dei percorsi educativi”, racconta Mauro Alerci, educatore che ha accompagnato i ragazzi durante tutto il percorso.

Il processo: coinvolgere i giovani attraverso la co-progettazione

Per rispondere a questo bisogno, il percorso è stato costruito insieme ai ragazzi.

Attraverso incontri preliminari di co-progettazione, i partecipanti hanno contribuito a definire i contenuti, portando domande, dubbi e interessi personali. Questo approccio ha permesso di adattare il programma alle loro reali esigenze, rendendoli protagonisti attivi.

Durante gli incontri, i giovani si sono dimostrati sempre più partecipi, ponendo domande e confrontandosi sia con l’educatore sia con i rappresentanti delle associazioni coinvolte.

“Quello che è cambiato nel tempo è stato il loro coinvolgimento: da un ascolto iniziale più distaccato si è passati a una partecipazione attiva e consapevole”, osserva Mauro Alerci.

Quando la disuguaglianza di genere diventa esperienza concreta

Uno degli aspetti più significativi del percorso è stato il passaggio dalla teoria alla realtà vissuta.

Con l’aumentare delle conoscenze, i giovani hanno iniziato a parlare di disuguaglianza di genere e violenza di generecon maggiore consapevolezza e coinvolgimento emotivo.

Le domande sono diventate sempre più concrete e personali:

“Se mi venisse negato il diritto di acquistare un anticoncezionale di emergenza, a chi potrei rivolgermi? Cosa potrei fare?”

Interrogativi come questo hanno evidenziato non solo il bisogno di informazioni chiare, ma anche le differenze di esperienza tra ragazze e ragazzi.

“La disuguaglianza di genere è emersa in modo molto evidente proprio attraverso le domande: alcune problematiche riguardavano direttamente le ragazze e non erano nemmeno percepite dai ragazzi”, spiega Mauro Alerci.

Allo stesso tempo, queste domande hanno reso evidente come la disuguaglianza di genere si manifesti anche nella vita quotidiana, con bisogni e problematiche che spesso riguardano in modo diverso ragazze e ragazzi.

Il cambiamento: dalla conoscenza alla consapevolezza

Il cambiamento più significativo si è manifestato alla fine del percorso.

I giovani hanno dichiarato di aver acquisito nuove conoscenze e, soprattutto, una maggiore capacità di riconoscere la disuguaglianza di genere in diversi ambiti della vita quotidiana: sanitario, scolastico, personale e professionale.

Ma non si è trattato solo di apprendimento teorico.

“La trasformazione più evidente è stata nel modo in cui i ragazzi parlavano di questi temi: con più consapevolezza, ma anche con un maggiore coinvolgimento personale”, sottolinea Mauro Alerci.

La combinazione tra conoscenza e partecipazione ha portato a una maggiore consapevolezza e a una partecipazione critica.

Educazione globale: quando comprendere porta all’azione

Questa esperienza dimostra come l’educazione globale possa diventare uno strumento concreto di cambiamento.

Quando i giovani comprendono la complessità dei fenomeni che li circondano, non si limitano a osservare: iniziano a interrogarsi, a confrontarsi e a sviluppare un senso di responsabilità.

La disuguaglianza di genere, da tema astratto, diventa così un’esperienza concreta, capace di generare consapevolezza e stimolare nuove prospettive.

“Quando ai ragazzi viene dato spazio per fare domande e ricevere risposte, il cambiamento è già in atto”, conclude Mauro Alerci.

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